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SARAJEVO 2022 Concorso

Recensione: Riders

di 

- Nel debutto di Dominik Mencej, degli easy riders della Slovenia rurale tentano di raggiungere la libertà sulla strada

Recensione: Riders
Petja Labović e Timon Šturbej in Riders

Il grande classico di Dennis Hopper, Easy Rider (1968), non è mai menzionato per nome ma viene chiamato più volte “il film" e sicuramente è fonte di ispirazione per Riders [+leggi anche:
trailer
intervista: Dominik Mencej
scheda film
]
, film d'esordio di Dominik Mencej. Questa fluida miscela di sottogeneri di road movie film di formazione non sarà mai tanto brutale nella sua esposizione dell'ambiente ostile e delle meschine emozioni umane quanto lo era il film di Hopper, ma ha sicuramente qualcosa da dire sul crescere e sull'essere repressi in un piccolo ambiente

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Riders è stato presentato in anteprima nel Concorso lungometraggi al Sarajevo Film Festival, che potrebbe fungere da trampolino di lancio per un film di questo genere, e prevediamo ulteriori presenze ai festival e una distribuzione regionale nei cinema d’essai.

Tomaž (la shooting star dell'EFP Timon Šturbej) e Anton (Petja Labović) sono migliori amici e motociclisti "entry-level", che guidano i loro motorini su e giù per il loro villaggio nella parte nord-orientale della Slovenia. Mentre Tomaž ha la reputazione di bravo ragazzo e gran lavoratore che ripara macchinari nella sua piccola officina del villaggio, Anton è più ragazzaccio, e si mette costantemente nei guai con le figure autoritarie  a casa e al lavoro. Entrambi sono cresciuti senza padre: quello di Tomaž è morto, il che ha lasciato il giovane sotto l'occhio vigile di sua madre (Nataša Matjašec Rošker), mentre Anton non ne ha mai avuto uno.

È la primavera del 1999, e i ragazzi decidono di trasformare le loro dueruote in chopper e di fare un viaggio di un fine settimana a Lubiana per far visita alla fidanzata di Anton, Tina. La visita a sorpresa non si rivela una buona idea, ma lungo la strada raccolgono la suora in fuga Ana (Anja Novak) e incontrano il vecchio e saggio motociclista Peter (la star serba Nikola Kojo in un'altro pezzo di bravura, questa volta con una interpretazione davvero sommessa). Così il duo diventa un quartetto (ahimè, solo su tre moto) e il viaggio di un fine settimana a Lubiana si prolunga prima verso la costa, e poi diventa un lungo viaggio fino a Spalato in Croazia e forse anche a Medjugorje, che nei paesi jugoslavi ha lo status di santuario mariano e luogo miracoloso.

Per Tomaž il viaggio rappresenta un'opportunità per incontrare il primo amore e anche un momento della sua vita in cui non sarà dominato dalla madre o dal suo migliore amico, mentre per Anton rappresenta un'occasione per comprendere la sua rabbia e affrontarla. Per tutti e tre i giovani è una ricerca della libertà.

Riders è un'opera cinematografica molto dettagliata e raffinata in quasi ogni aspetto. Il sound design misurato di Samo Jurca si associa con discrezione al rombo dei motori e ai rumori naturali. Le immagini catturate dal direttore della fotografia Janez "Zu" Stucin, montate in una successione ritmica da Andrej Nagode e Matic Drakulić, sono sbalorditive, e si immergono nei dettagli che spuntano casualmente grazie alla scenografia di Iva Rodić e ai costumi di Katarina Zaninović.

Dettagli raffinati possono essere individuati anche nella sceneggiatura di Mencej e Boris Grgurović (l'imminente eclissi solare, la fine del secolo, la paura del "Millennium Bug" in un cameo paranoico del compianto Peter Musevski alla sua ultima apparizione sullo schermo nel ruolo di un camionista), e anche nei diversi dialetti in cui tutti gli attori sono stati addestrati a parlare. Riders brilla anche sul piano della recitazione, e grazie alla chimica naturale e spontanea tra i giovani membri del cast e all'autorità recitativa che Kojo fornisce interpretando quest’uomo saggio su una motocicletta. È un viaggio da fare e sentire sia con il cuore che con la mente.

Riders è una coproduzione slovena/croata/italiana/serba/bosniaca di Staragara, Antitalent, Novi Film, Transmedia Production, Sense Production e NuFrame.

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(Tradotto dall'inglese)

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