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FESTIVAL / PREMI Italia

Il Torino Film Festival di Steve Della Casa punta a riempire le sale

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- Si svolgerà dal 25 novembre al 3 dicembre la 40ma edizione della rassegna torinese, con un totale di 173 film, 81 anteprime mondiali, nuove sezioni e masterclass

Il Torino Film Festival di Steve Della Casa punta a riempire le sale
La lunga corsa di Andrea Magnani

Un totale di 173 film, di cui 135 lungometraggi, 81 anteprime mondiali e 10 anteprime internazionali, nuove sezioni tra cui una competitiva dedicata agli horror e un’altra ai western di culto, premi a Malcolm McDowell e al collaboratore storico di Kubrick e Altman Mike Kaplan, masterclass con Paolo Sorrentino, Mario Martone e Toni Servillo, fra gli altri. Il 40° Torino Film Festival, in programma dal 25 novembre al 3 dicembre sotto la direzione del critico cinematografico e regista Steve Della Casa (che torna alle redini della kermesse dopo vent’anni esatti), raccoglie la sfida di riportare il pubblico nelle sale, moltiplicando gli schermi, creando un nuovo luogo di incontro tra addetti ai lavori e appassionati di cinema (Casa Festival, aperta a tutti) e proponendo un programma ricco di film italiani e internazionali, scelte pop e proposte curiose.

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“Un festival colto ma popolare, di ricerca ma divertente” è quanto si propone di essere il TFF di Della Casa. E questo a partire dall’evento inaugurale, al Teatro Regio di Torino e per la prima volta in diretta su Rai Radio, che indagherà il rapporto tra i Beatles, i Rolling Stones e il cinema, attraverso interviste e filmati rari che saranno visibili per il pubblico in sala e ascoltabili in radio, con l’intervento, fra gli altri, di Malcolm McDowell. E proprio l’attore inglese icona di Arancia meccanica sarà l’ospite d’onore di questa edizione: McDowell riceverà a Torino il Premio Stella della Mole e terrà una masterclass.

Il concorso internazionale lungometraggi è composto da dodici film (opere prime, seconde e terze). Tra questi, La lunga corsa [+leggi anche:
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di Andrea Magnani, tra coming-of-age surreale e fiaba carceraria, Christina [+leggi anche:
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di Nikola Spasic, docu-fiction su una sex worker transessuale serba, e poi Falcon Lake [+leggi anche:
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di Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk, La piedad [+leggi anche:
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di Eduardo Casanova, Man and Dog [+leggi anche:
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di Stefan Constantinescu, Rodeo [+leggi anche:
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di Cyril Schäublin.

Ricca la sezione Fuori concorso, che offre una mappatura delle principali linee di tendenza del cinema contemporaneo. C’è il ritorno dei grandi autori e amici del festival (Werner Herzog con The Fire Within: A Requiem For Katia And Maurice Krafft [+leggi anche:
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, Aleksandr Sokurov con Fairytale [+leggi anche:
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, Jerzy Skolimowski con Eo [+leggi anche:
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, Alain Cavalier con L’amitié, Antonio Rezza con Il Cristo in gola, Sebastien Betbeder con Tout fout le camp [+leggi anche:
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, Daniele Vicari con Orlando, Christophe Honoré con Le Lycéen [+leggi anche:
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, Pappi Corsicato con Perfetta illusione [+leggi anche:
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, Alain Guiraudie con Viens je t’emmène [+leggi anche:
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); la scoperta o conferma di nuovi cineasti internazionali (Santiago Mitre con Petite fleur [+leggi anche:
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, Davy Chou con Retour à Séoul [+leggi anche:
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intervista: Davy Chou
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, Hlynur Palmason con Godland [+leggi anche:
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, Alain Ughetto con Manodopera - Interdit aux chiens et aux italiens [+leggi anche:
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, Chie Hayakawa con Plan 75 [+leggi anche:
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intervista: Chie Hayakawa
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); il cinema di genere, nelle sue varie declinazioni (dall’horror tutto al femminile di Nocebo [+leggi anche:
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di Lorcan Finnegan alla fantascienza sghemba di Fumer fait tousser [+leggi anche:
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di Quentin Dupieux, passando per il peplum croato Illyricum di Simon Bogocević Narath); e ancora, film hollywoodiani attesissimi come Empire of Light [+leggi anche:
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di Sam Mendes e She Said di Maria Schrader, sul caso Weinstein. La serialità italiana è presente con Bad Guy di Giancarlo Fontana e Il nostro generale di Lucio Pellegrini.

Una personale è dedicata al regista spagnolo Carlos Vermut, di cui saranno proiettati quattro film, incluso il suo novo lavoro Mantícora [+leggi anche:
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intervista: Carlos Vermut
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. Tra le tante nuove sezioni, Favolacce propone nuove fiabe cinematografiche, tra cui Ipersonnia [+leggi anche:
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di Alberto Mascia, con Stefano Accorsi, un incubo sci-fi che ipotizza, in un futuro prossimo, che le pene detentive si possano scontare in anni di sonno forzato. Nella sezione Ritratti e paesaggi, Noi ce la siamo cavata di Giuseppe Marco Albano ritrova i protagonisti di Io speriamo che me la cavo tanti anni dopo quel film che fece epoca, con l'ultima intervista al premio Oscar Lina Wertmüller. La sezione Dei conflitti e delle idee raggruppa invece opere che riflettono sul passato più o meno recente della storia italiana, tra cui Lotta Continua di Tony Saccucci, sulla nota formazione extraparlamentare rivoluzionaria e operaista nata dopo il ’68. Completano il programma i due concorsi documentari (internazionali e italiani), il concorso cortometraggi italiani e la selezione di film del Torino Film Lab.

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