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MERCATO Europa

Il cinema verso l'Est

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Nel maggio 2004 dieci nuovi paesi entreranno a far parte dell'Unione Europea. Nonostante la produzione di film di questi paesi del centro e dell'est europeo abbia dato segni di rinnovata vitalità (soprattutto la Repubblica Ceca e la Slovenia), la loro penetrazione sui mercati dell'Unione Europea rimane molto limitata, con uno share di appena lo 0,05 per cento sul totale degli spettatori per il periodo 1996-2002.

E' il nuovo rapporto dell'European Audiovisual Observatory, pubblicato nei giorni scorsi, ad analizzare le tendenze dei mercati dei nuovi stati membri.

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L'affluenza nelle sale
Secondo lo "Yearbook 2003" dell'Osservatorio, il 2002 è stato un anno di alterne vicende riguardo alle frequenze al cinema. Tra i mercati più rilevanti, solo la Repubblica Ceca ha mostrato una crescita, con il 3,2 per cento in più rispetto al 2201. In Polonia, il mercato più vasto tra i dieci, il numero degli spettatori è calato leggermente (-1,1,%), mentre in Ungheria, il secondo mercato per importanza, la flessione è stata più pronunciata (-4,6%).
I progressi più significativi vanno invece individuati nei mercati più piccoli, come quello dell'Estonia, il cui incremento (+19,5%) è dovuto all'enorme successo di un film locale, Nimed marmortahvlil.
I biglietti venduti per abitante rimangono comunque ben al di sotto della media dell'Unione Europea, che è di 2,40 all'anno. Solo Malta ha superato questa media (2,70), mentre Lettonia, Slovacchia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Estonia, Cipro, Ungheria e Slovenia variano dallo 0,46 all' 1,32.

Produzione
Sono 92, secondo le stime dell'Osservatorio, i lungometraggi prodotti dai 10 Paesi nuovi membri nel 2002, con un aumento del 3 per cento rispetto all'anno precedente. Nel 2001 c'era stato un vero e proprio boom produttivo, con 89 film rispetto ai 67 del 2000 (+33%). Ma le difficoltà finanziarie delle tv pubbliche, principali investitori nei film nazionali, hanno avuto di recente un impatto negativo sulla produzione.

I tre principali mercati dal punto di vista dell'affluenza nelle sale sono anche i più attivi nella produzione: 27 lungometraggi o documentari per la Polonia, 24 in Ungheria e 21 nella Repubblica Ceca. Il trend dal 1998 è stato positivo per questi ultimi due paesi. Positiva anche la tendenza della produzione slovena, con ben 10 film realizzati nel 2002 (di cui soltanto uno in coproduzione).

Finanziamenti pubblici: il caso Ungheria
I dati rilevati dall'Osservatorio sottolineano come il livello dei fondi pubblici per cinema e tv in Ungheria siano significativamente superiori agli altri paesi del gruppo dei dieci. Nel 2002 sono stati stanziati nel paese magiaro circa 8,4 milioni di euro, con un incremento del 64% rispetto al 2001. Questo rafforzamento è dovuto al raddoppio del budget di una delle principali fonti di finanziamento, la Magyar Mozgókép Közalapítvány (Fondazione Pubblica per Cinematografia). Al confronto, i fondi polacchi e cechi (rispettivamente 1,6 e 2,2 milioni di euro) appaiono assai modesti, ma non bisogna dimenticare che queste cifre non includono investimenti nella produzione cinematografica da parte delle emittenti pubbliche. La TVP, per esempio, coproduce quasi la metà dei progetti in Polonia.
L'origine di questi fondi è quasi sempre lo Stato. L'eccezione alla regola è la Repubblica Ceca, dove il supporto alla produzione arriva da redditi derivati dallo sfruttamento di precedenti film realizzati negli studi nazionalizzati e dalla tassa sui biglietti venduti dalle sale.
Dopo risultati entusiasmanti nel 2001 i film nazionali non hanno mantenuto quote di mercato apprezzabili, con l'unica eccezione dell'Estonia.
Il crollo al 13 per cento dei biglietti venduti per i film nazionali nella Repubblica Ceca è significativo. La quota di mercato media dei film cechi dal 1996 è stata del 20 per cento con una punta del 30 per cento nel 2001. Il deludente risultato del 2002 potrebbe essere addebitato all'assenza di un "blockbuster" domestico a budget più alto, come Dark Blue Word, che nel 2001 ha dominato il botteghino.

L'accesso al mercato UE
Nonostante la popolarità dei film nazionali entro i propri confini,la loro circolazione negli altri mercati rimane sconfortante. Il database LUMIERE dell'Osservatorio calcola che solo 44 film provenienti dai nuovi stati membri sono usciti nelle sale dell'Unione Europea nel periodo 1996-2002. Queste 44 pellicole hanno totalizzato 2,4 milioni di biglietti venduti, una quota di mercato appena dello 0,05 per cento. Più della metà di questi biglietti sono stati venduti nel '96-'97 da un solo film, Kolya, pellicola ceca coprodotta da Gran Bretagna e Francia, e supportata da Eurimages.

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