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SAN SEBASTIAN 2006 Zabaltegui

Sons, nella pelle di un pedofilo

di 

La sezione Zabaltegui del Festival di San Sebastian, riservata a giovani registi, è una fonte inesauribile di sorprese. “Piccoli” film di grande contenuto vengono proiettati quest’anno, con particolare attenzione alle tematiche giovanili. In questo senso Sons [+leggi anche:
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, di Erik Richter Strand, può essere considerato una perla della kermesse basca.

Lars, 25 anni, lavora in una piscina municipale dove un uomo sui 50 – Hans - adesca adolescenti per soddisfare le sue perversioni. Li conosce, ne diventa amico, confidente, e li paga in cambio di favori sessuali. Il giovane Lars inizia una crociata contro il pedofilo, crea la “brigata anti-pedofilia”, nel tentativo di fermare questa spirale di perversione. Le sue azioni, lungi dal risolvere il problema, metteranno in pericolo le stesse vittime.

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Il giovane regista Erik Richter Strand ha rischiato molto con questo film, ma nella conferenza stampa ha chiarito di essere cosciente del pericolo, di sapere che ha firmato una pellicola controversa. Infatti dopo un inizio da film d’azione, l’attenzione si sposta verso la vita di Hans, il suo modus operandi, la relazione intima e di mutuo affetto che instaura con le sue vittime. Lo sguardo si volge verso l’essere umano che si trova dietro il pedofilo, fino al punto da portare lo spettatore a sentire un nauseante sentimento di empatia. Una sensazione scomoda, sgradevole, dalla quale però la platea non è riuscita a liberarsi fino alla fine della pellicola. Prova ne è stata la sessione di domande al regista dopo la proiezione, durante la quale il quesito ricorrente è stato: “come hai potuto fare questo?”

Sons mette a fuoco la parte più oscura e meno sociale di ognuno di noi, a tal punto da sentire compassione nei confronti di Hans, costretto ad un gesto estremo alla fine del film. E allora la domanda cambia, perchè Richter è stato solo lo strumento per aprire il vaso di Pandora. La domanda non è più “come hai potuto fare questo?”, bensí “come è possibile provare questo sentimento?” La risposta di Richter è stata chiara, tagliente e fredda come un bagno in un fiordo norvegese: responsabile di ciò è la compassione, come viene intesa dalla religione cattolica, in quanto leva morale sulle nostre coscenze che sposta il limite tra il bene ed il male secondo le convenienze dei tempi.

Produzione 100% norvegese (Eric Vogel per Tordenfilm), Sons è distribuito internazionalmente da Bavaria Film ed è uscita nelle sale norvegesi all’inizio di settembre con ottime cifre. Un trend destinato a migliorare.

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