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BERLINALE 2007 Concorso

El Otro: un commovente road movie esistenziale

di 

El Otro: un commovente road movie esistenziale

Il film in concorso di stamattina, El Otro [+leggi anche:
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del filmmaker argentino Ariel Rotter, è una piacevole sonata esistenziale che segue il viaggio interiore di un uomo, interpretato dal carismatico Julio Chavez. La pellicola, co-prodotta con Francia e Germania, è stata applaudita alla fine della sua proiezione stampa e potrebbe essere un successo festivaliero quest’anno.

Juan Desouza è un avvocato quarantenne, felicemente sposato e in attesa di un figlio. La visione del corpo del padre, che decade progressivamente, e la sua difficoltà a prendersi cura di se stesso fanno vagare la sua mente. Durante un viaggio di lavoro, realizza che l’uomo che gli siede accanto sull’autobus non sta dormendo ma è morto. L’evento drammatico lo tocca profondamente, e gli fa decidere di prendere l’identità del morto e di andare a vivere nel villaggio dove l’uomo viveva.

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Juan affronta un viaggio interiore, distaccandosi dalla realtà e riscoprendo i suoi istinti primari. Alla fine però tornerà a casa, rafforzato dalla sua esperienza. “Questo film parla di un uomo che cerca di capire il suo ciclo vitale”, dice Rotter durante la conferenza stampa. “Il film porta i personaggi fuori dalla loro vita, e l’universo che il protagonista trova è visto solo attraverso i suoi occhi, per come lo sente”.

Il film esplora sottilmente la paura della morte ma anche il mondo, palpabile ma invisibile, che si nasconde sotto la superficie. Poche parole bastano, sentiamo insieme a Juan e facciamo riferimento a lui. Le scene in cui si prende cura del padre, diventandone a sua volta il padre, sono estremamente commoventi.

Chavez, visto a Berlino l’anno scorso con il film in concorso El Custodio [+leggi anche:
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, è impeccabile, capace di esprimere forza e vulnerabilità. Anche per Rotter è un ritorno alla Berlinale, a cinque anni dall’acclamato debutto Just For Today.

Il film è stato prodotto da Airecine e Aquafilms (Argentina), in co-produzione con Selavy Filmproduktion (Germania) e Celluloid Dreams (Francia), che si occupa anche delle vendite mondiali.

La pellicola è supportata dai fondi Hubert Bals, World Cinema e Sud Cinema film, Visions Sud Est e l’argentino INCAA.

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(Tradotto dall'inglese)

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