email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2007 Concorso / Ungheria

The Man from London: Bela Tarr, maestro d'ipnosi

di 

The Man from London: Bela Tarr, maestro d'ipnosi

La stampa internazionale non dimenticherà presto la proiezione in competizione ufficiale ieri sera al festival di Cannes di The Man from London [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
dell'ungherese Bela Tarr, che ha dispensato una vera e propria lezione di cinema al meglio della sua forma ipnotica.

Fatti propri i codici del film poliziesco (furto, pedinamenti, interrogatori) in un tempo estremamente contemplativo che induce una percezione della realtà del tutto inusuale sullo schermo, The Man from London svela in bianco e nero la quintessenza del talento di Bela Tarr, "animale da cinepresa". Navigando in uno spazio-tempo dilatato dalla durata delle inquadrature (sequenza d'apertura di un quarto d'ora senza una parola che si chiude con un minuto di schermo nero), il regista fa una splendida dimostrazione artistica. Luci e giochi d'ombre meravigliosi, interminabili movimenti di camera di una fluidità eccezionale e di rara inventiva negli spazi chiusi, colonna sonora ossessiva che va dalla tortura cinese della goccia d'acqua all'orologio a due musiche ricorrenti (una opprimente, l'altra malinconica), primi piani che esplorano a lungo i visi, mare sterminato sullo sfondo: Bela Tarr oltrepassa i limiti, aprendo nuovi territori a coloro che desiderano avventurarcisi.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Finito il suo turno, Maloin (il ceco Miroslav Krobot), guardiano notturno alla stazione marittima, può osservare tutto a 360°. Testimone di un omicidio e ritrovatosi in possesso del bottino di un furto, una valigia piena di soldi, quest'uomo, alienato dal suo impiego e da un'atmosfera generale povera e deprimente, finisce tra i sospettati. I giorni successivi vedono gravitare attorno a lui il ladro (l’uomo di Londra - Janos Derzsi) e un ispettore di polizia (Istvan Lenart) in cerca dei soldi. Un intreccio condotto da Bela Tarr come un gioco al ralenti, ricco di numerosi duelli psicologici, in particolare quelli tra Maloin e sua moglie (Tilda Swinton), disorientata dalla metamorfosi del marito ("sei come un animale"), il quale non esce tuttavia dalla routine per migliorare la sorte della figlia e scoprirà a sue spese il potere corruttore del denaro.

Prodotto dopo molteplici peripezie (leggi l’articolo) dall'Ungheria (46 %), la Francia (41%) e la Germania (13 %),The Man from London sarà distribuito in Francia da Shellac ed è venduto all'estero dagli olandesi di Fortissimo.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy