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FESTIVAL Italia

Salina, isola del documentario

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Si è aperto stamattina, con il saluto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, il primo Salina Doc Fest, nuovo appuntamento con il cinema del reale, ospitato fino al 23 settembre a Salina, nell’arcipelago delle Eolie. Diretta dalla documentarista Giovanna Taviani, nipote e figlia d’arte (Paolo e Vittorio Taviani girarono proprio sull’isola un episodio di Kaos), la manifestazione vuol essere “non soltanto una vetrina, ma un’officina di riflessione sullo stato e il destino del documentario”.

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Anima del festival, è il concorso tematico (quest’anno si intitola Il mio Paese, come il film di Daniele Vicari): nove i titoli selezionati, uniti dalla “sete di realtà, dopo decenni di intimismo”. Da Welcome Europe di Bruno Ulmer a Can Tunis di Paco Toledo e José Gonzales Morandi (visti entrambi all’ultimo Festival di Pesaro) fino a Il passaggio della linea di Pietro Marcello, il filo conduttore è lo spaesamento dell’uomo contemporaneo.

Molti gli italiani in competizione: Il fantasma di Corleone di Marco Amenta, sul boss mafioso Bernardo Provenzano, Pippo Delbono con l’autobiografico Grido [+leggi anche:
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, Centravanti nato di Gianclaudio Guiducci (la corruzione del calcio italiano, raccontata dai suoi protagonisti), il viaggio in Iraq Primavera in Kurdistan di Stefano Savona, Nisida – Crescere in prigione di Lara Rastelli (sul carcere minorile di Napoli) e La persona De Leo N. di Alberto Vendemmiati, sulla difficile conquista di un’identità sessuale. Assegna il premio di 3mila euro una giuria composta dai critici cinematografici Bruno Torri e Alberto Crespi, dal giornalista Giancarlo Licata, e dai registi Marco Bertozzi e Pasquale Scimeca.

Accanto al concorso, Finestra sul Presente propone L’udienza è aperta di Vincenzo Marra e L’Orchestra di Piazza Vittorio [+leggi anche:
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di Agostino Ferrente, mentre Reperti di Memoria porta all’attenzione del pubblico i classici di Roberto Rossellini (Fantasia sottomarina) e Vittorio De Seta, e i cortometraggi prodotti dalla Panaria Film, storica major siciliana guidata dal principe Francesco Alliata di Villafranca.

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