email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2008 Concorso / Ungheria

L'affascinante Delta di Mundruczó

di 

L'affascinante Delta di Mundruczó

A 33 anni è il più giovane dei registi in concorso quest'anno al Festival di Cannes, ma l'ungherese Kornél Mundruczó non ha per questo meno talento. E Delta [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Kornél Mundruczó
intervista: Orsi Tóth
scheda film
]
, suo terzo lungometraggio, conferma il suo stile personale e l'enorme potenziale cinematografico. Sorprendente sul piano estetico, il suo film affascina a dispetto di una trama e di dialoghi minimalisti. Un vero e proprio tour de force riuscito grazie al carisma dei due interpreti principali (Orsi Toth e il neo-attore Lajko Felix, celebre violinista e compositore dell'ottima musica di Delta) e a uno spiccato senso della regia.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Inno alla bellezza della natura selvaggia girato nel delta del Danubio, in Romania, il lungometraggio sceneggiato dal regista e da Yvette Biro rivisita liberamente l'Amleto di Shakespeare e l'Elettra di Euripide. Di ritorno nel suo villaggio natale dopo una lunga assenza, un uomo senza nome costruisce una casa in mezzo al nulla, aiutato dalla sorellastra appena conosciuta e ostacolato dalla madre e dal patrigno. Inseriti in un paesaggio filmato magistralmente ma senza eccessi, fratello e sorella si osservano, si scoprono e finiscono per amarsi. Ma nel mondo di Mundruczó, la felicità che esce dai canoni non è ben accetta e il dramma sarà inevitabile.

"Sono vicino all'idea di Rousseau, secondo cui l'uomo è naturalmente buono, ma viene corrotto dalla società". Una filosofia che l'autore trasmette attraverso una poesia vicina all'universo di Terence Malick, un'arte consumata delle atmosfere sottili e delle emozioni sussurrate, anche in una lunga e terribile scena di violenza intravista da lontano. Segnato dalla morte dell'attore principale Lajos Bertok durante le riprese, che ha obbligato la produzione a ripartire da zero, Delta si rivela un film affascinante, brillante quanto impietoso, soprattutto nel finale crudo che arriva come una mannaia.

Prodotto da Proton Cinema con i tedeschi di Essential Filmproduktion e gli ungheresi di Filmpartners, Delta ha beneficiato del sostegno del ministero della Cultura ungherese, della Hungarian Film Foundation, della ZDF, del Mitteldeutsche Medienforderung, del MedienBoard, di TV2 Hungary e di Budapest Film. Il lungometraggio è venduto all'estero dai francesi di The Coproduction Office.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy