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FILM Italia

Tutta colpa di Giuda: Ferrario mette Gesù dietro le sbarre

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Tutta colpa di Giuda: Ferrario mette Gesù dietro le sbarre

Un musical d'ambientazione carceraria con digressione sulla passione di Cristo. Sembra una follia ma è proprio quello che ha realizzato Davide Ferrario, regista rigorosamente indipendente che aveva raggiunto un buon successo anche internazionale nel 2004 con Dopo mezzanotte [+leggi anche:
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, prodotto dalla sua società Rossofuoco con un budget molto ridotto.

Dopo aver frequentato il carcere milanese di San Vittore, dove teneva lezioni di montaggio video, e quello delle Vallette di Torino, la sua città, Ferrario ha deciso di fare un film "nel" carcere e non "sul" carcere. L'affascinante argomento religioso è arrivato alla mente di Ferrario (che si dichiara serenamente ateo) pensando ad un luogo di penitenza in cui nessuno vorrebbe avere il ruolo di Giuda. La seconda sfida era fare una commedia musicale, che fosse lontano da Jesus Christ Superstar.

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Girato con venti detenuti veri (in carcere per reati lievi, ma c'è anche un ergastolano) della sezione VI, blocco A delle Molinette, Tutta colpa di Giuda [+leggi anche:
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racconta di una regista teatrale (Kasia Smutniak, la giovane attrice polacca vista in Caos Calmo [+leggi anche:
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), che su richiesta del cappellano del carcere, mette in scena con i detenuti una Passione di Cristo piuttosto eccentrica, in cui non c'è nessun tradimento, condanna, e morte sulla croce. Al fianco di Smutniak ci sono Fabio Troiano nel ruolo del direttore del carcere e il deejay Francesco Signa, mentre la musica è quella dei Marlene Kuntz e Fabio Barovero.

Il risultato è una lunga prova di compattezza e aggregazione, ironica e surreale, la cui armonia è lasciata alle battute estemporanee dei detenuti. Un cinema che si affida più al montaggio che alla sceneggiatura: "Con un copione solido avrei snaturato l'interpretazione dei detenuti", dice il regista. "Era piuttosto un happening e o dovevo cogliere quello che c'era nell'aria.

Il film arriverà nelle sale italiane il 10 aprile distribuito dalla Warner in circa 70 copie: un uovo di Pasqua originale proprio alla vigilia della Risurrezione di Cristo.

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