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Dossier: Documentario

Tom Koch • Vice Presidente, PBS Distribution, PBS International, Boston, USA

- Di cosa ha bisogno un progetto per essere sostenuto da PBS?
Siamo una società particolarmente unica in quanto tutto ciò che facciamo deve essere di qualità più elevata possibile, non siamo in una posizione tale per cui ci possiamo accollare troppi rischi, come quelli derivanti dalla produzione di documentari sperimentali o dalla scelta di registi sconosciuti. Abbiamo bisogno di pensare: è qualcosa che il pubblico americano capirà? Abbiamo un pubblico di massa, molto ampio, ma prima di tutto deve esserci qualcosa che possa capire. In secondo luogo, deve avere uno scopo, perché si vuole fare questo film in questo determinato momento? Si vuole raggiungere un certo pubblico? Non sto dicendo che sono a caccia di voti, ma ci sono ragioni per farlo? Un film su una famiglia in Australia avrebbe avuto un’enorme importanza per noi, prima delle Olimpiadi, ma non oggi. Non sto dicendo che ci sono degli eventi o degli anniversari per i quali si deve necessariamente fare qualcosa ma è necessario che ci sia una ragione alla base di un progetto.

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Terzo, dobbiamo avere fiducia sul fatto che si possa fare. Il regista che sta presentando il progetto è veramente in grado di realizzarlo? Ho visto così tanti film o idee che il regista semplicemente non è in grado di realizzare. Non nel senso che il regista non abbia l’abilità per farlo, ma perché non ha mai realizzato niente di così impegnativo. Oppure si può trattare di un’idea grandiosa ma non riteniamo che la persona in questione abbia le capacità necessarie per fare ricerca oppure può essere un altro elemento. Il quarto aspetto è veramente importante; in un buon video o film, una buona narrazione della storia non si ha tanto con ciò che viene messo nella stessa ma spesso è proprio ciò che rimane fuori a fare del film qualcosa di veramente bello. Il cinema ha a che fare con la condensazione, non necessariamente di tipo inclusivo od esclusivo e lo stratagemma serve al regista. Si può fare questo film? La domanda successiva è: si può finanziare il progetto? Possiamo raccogliere i soldi per realizzarlo? O qualcun altro può aiutarci a raccogliere i soldi?

In termini di co-produzioni, con chi lavorate? Con quali altri paesi?
Abbiamo coprodotto in Italia, Germania, Francia, Canada, Regno Unito, Giappone e Australia.

Avete un budget annuale di produzione?
Spendiamo ogni anno dai 40 a ai 50 milioni di dollari in documentari.

Quale sarebbe la percentuale di co-produzioni?
Circa il venti per cento di essa andrebbe alle co-produzioni, dieci milioni di dollari.

Quali sono le fonti più rilevanti di finanziamento per i documentari in America?
E’ molto difficile, è un posto molto complesso in termini di radiodiffusione pubblica per il finanziamento dei documentari. La posizione più importante è ricoperta dai cinque principali produttori dell’emittenza pubblica. PBS ha un ruolo interessante perché non è un network, non ci sono legami, si hanno finanziamenti e si può finanziare al cento per cento un progetto, se lo si desidera. Ma è anche molto importante negli Stati Uniti che la gente possa contare su contributi pubblici, attraverso strumenti quali la Fondazione per Scienza o filantropi, individui benestanti, persone che danno soldi. Prima del crollo di Wall Street ciò che stava diventando molto popolare erano i banchieri di investimento i quali avevano progetti che volevano far realizzare, in modo da finanziarli. Anche il National Geographic Channel o lo Smithsonian hanno denaro. Non vi è necessariamente un luogo unico per ottenere denaro.

Documentary Campus, 23 e 24 maggio 2009
Faster, Keener, Leaner, Meaner: Survival of the Fittest in Factual
Manchester, UK

Traduzione italiana: Viviana Picchiarelli

 

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