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TORONTO 2017 Contemporary World Cinema

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The Journey: esplorare la realtà dietro il terrorismo

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- TORONTO 2017: Con il suo nuovo lavoro, Mohamed Al-Daradji non voleva fare un altro film contro il terrorismo, bensì esplorare cosa spinge una donna su quella strada

The Journey: esplorare la realtà dietro il terrorismo
Ameer Jabarah e Zahraa Ghandour in The Journey

Nel 2006, il filmmaker iracheno Mohamed Al-Daradji attirò l’attenzione internazionale con il suo film d’esordio, Ahlaam. Quattro anni dopo, il suo secondo film di finzione, Son of Babylon [+leggi anche:
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(2010), è stato premiato a Berlino, Edimburgo, Karlovy Vary e Tallinn. La sua ultima fatica, The Journey [+leggi anche:
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intervista: Mohamed Al-Daradji
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, ha avuto la sua prima mondiale nella sezione Contemporary World Cinema del 42° Festival internazionale del film di Toronto.

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Il 30 dicembre 2006, primo giorno di Eid al-Adha (la Festa del sacrificio, una delle ricorrenze musulmane più celebrate), Bagdad festeggia la riapertura della sua stazione ferroviaria. Sara (Zahraa Ghandour) entra nella stazione con l’intento di portare a termine un attacco suicida. Sembra un po’ esitante a premere il pulsante, ma è determinata ad andare avanti. Un incontro imbarazzante con Salam (Ameer Jabarah), un venditore estremamente galante e loquace, bloccherà i suoi piani. Dopo una serie di eventi, Salam finisce ostaggio di Sara, e cerca di farle cambiare idea. Ma Sara è disposta ad ascoltarlo?

La storia di The Journey, che Al-Daradji ha scritto con la sua fedele coproduttrice, Isabelle Stead, è ambientata interamente nella stazione di Bagdad. Utilizzando solo questo spazio limitato, il regista riesce a inserire ogni aspetto che ha portato la società irachena a quel momento di svolta, dai devoti credenti ai modernisti, dai furfanti da quattro soldi e gli uomini d'affari ai bambini poveri, dai musicisti e i cittadini spaventati agli austeri soldati americani. Questa iconografia riflette anche le immagini di entrambi i protagonisti. Salam è un opportunista che approfitta della miseria dei suoi connazionali, ma è altrimenti innocuo e cerca solo di sopravvivere. Dall'altra parte, Sara è una credente, non è disposta a tradire la sua religione o i suoi ideali per alcun motivo ed è pronta a "purificare" il luogo e portare giustizia. Questo strano accoppiamento mostra il conflitto interiore in una società già problematica e lacerata. Al-Daradji allevia la tensione con alcune scenette che movimentano la storia principale, anche se tutto resta estremamente serio.

Una kamikaze adolescente si recò in una stazione di polizia qualche minuto prima dell'esplosione. Come punizione, venne trascinata nuda in pubblico e umiliata. E’ questo scioccante fatto di cronaca ad aver ispirato Al-Daradji. Attraverso la storia di Sara, vuole esplorare la prospettiva femminile di questi atti estremi. Sara è un'eroina silenziosa e devota che non ha niente da perdere, un bersaglio quasi invisibile che nessuno sospetta o vuole interrogare sulle sue intenzioni. È nervosa ma continua a mantenere la sua pace interiore, dando vita a un ritratto piuttosto inquietante di una terrorista che è difficile condensare in un unico punto di vista. The Journey non si focalizza sulla critica degli atti terroristici, è invece più importante delineare il profilo di una donna che decide di sacrificare la sua vita seguendo questa strada. La ragione alla base della sua decisione va cercata lì.

The Journey è una coproduzione Iraq/Regno Unito/Francia/Qatar/Olanda di Mohamed Al-Daradji (Iraqi Independent Film Centre) e Isabelle Stead (Human Film), con Lionceau Films e il supporto del World Cinema Support del CNC, il Doha Film Institute, AFAC e il Netherlands Film Fund. La compagnia con sede a Berlino Picture Tree International gestisce le vendite internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

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