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Tony Gatlif a Lecce: "Nanni Moretti, il più indignato dei registi italiani"

di Vittoria Scarpa

Tony Gatlif a Lecce: "Nanni Moretti, il più indignato dei registi italiani"18/04/2012 - Dal movimento internazionale di protesta degli Indignati alle controverse vicende contrattuali degli operai della Fiat, il Festival del cinema europeo di Lecce (17-21 aprile) ha aperto ieri la sua XIII edizione con un'attenzione tutta particolare rivolta al tema della dignità del lavoro.

In attesa di un distributore italiano, Indignados [trailer], il film di Tony Gatlif sull'Europa in rivolta contro la dittatura del denaro e il precariato ispirato al libro manifesto del diplomatico francese Stéphane Hessel "Indignez-vous!" e presentato allo scorso Festival di Berlino (leggi la news), ha avuto la sua anteprima italiana a Lecce, dove l'autore ha svelato alcuni retroscena: "All'inizio, la tv Arte mi aveva chiesto un lavoro su Hessel, così ho pensato di andare a filmare le proteste alla Puerta del Sol di Madrid", ha raccontato. "Una volta lì, però, sono rimasto colpito dalla forza del movimento e ho deciso di realizzare un altro film, con soldi e mezzi miei. Era importante farlo".

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Stéphane Hessel, che ha visto il film a Berlino, lo ha trovato "una perfetta continuazione del libro", ha detto Gatlif, "in particolare, è rimasto colpito dalla poesia e dalla non violenza, dal suo messaggio di pace". Sulla scelta della protagonista, clandestina vera, il regista francese ha raccontato di averla incontrata a Parigi mentre beveva un caffè: "Nel giro di 24 ore, l'ho portata con me in Grecia per le riprese. Ho fatto come Pasolini, che si serviva, per i suoi film, di sconosciuti". E per rimanere in ambito di registi italiani, alla domanda su chi incarnasse, secondo lui, l'indignazione in Italia, ha risposto senza esitazione: "Nanni Moretti. Per Il caimano [trailer, film focus], ma anche per i suoi lavori precedenti".

Ieri a Lecce è stata anche la giornata degli operai italiani e del contestato accordo sindacale siglato con la Fiat nel gennaio 2011, risultato di un referendum che di fatto metteva i lavoratori con le spalle al muro: o mantenere il posto di lavoro a condizioni durissime o perderlo. Il tema era oggetto di tre documentari: L'accordo di Jacopo Chessa, raccolta di voci e idee di operai, sindacalisti, politici e analisti sulla vicenda contrattuale dello stabilimento torinese; Privilegi operai di Gianni Ubaldo Canale e Gianfranco Crua, sulla vita dei lavoratori della catena di montaggio e i loro ritmi faticosi e alienanti; Sic Fiat Italia di Daniele Segre, viaggio nella storia del lavoro attraverso le sequenze di vent'anni di suoi film dedicati al mondo operaio.

Tra i film in concorso presentati, il croato Daddy di Dalibor Matanić: storia dell'incontro tra due sorelle e il padre che le ha abbandonate molti anni prima, un dramma familiare dai risvolti torbidi e che vira al thriller in un contesto di completo e innevato isolamento. Il regista ha vinto a Lecce l'Ulivo d'oro del miglior film nel 2009 con Kino Lika [trailer].

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