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A Brief Excursion: racconto di un'estate perduta

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- Il giovane regista croato Igor Bezinović racconta la storia di una scampagnata di sei ragazzi in un film con una discreta dose di realismo magico, presentato nella sezione Bright Future

A Brief Excursion: racconto di un'estate perduta

Il nuovo film del giovane regista croato Igor Bezinović A Brief Excursion [+leggi anche:
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, tratto dal romanzo omonimo di Antun Soljan e presentato nella sezione Bright Future dell'International Film Festival Rotterdam, racconta la storia di una scampagnata di sei ragazzi guidati dall'eccentrico Roko alla ricerca di alcuni fantomatici affreschi in un monastero sperduto nelle campagne istriane, e fino a qui niente di strano; non fosse che i protagonisti della gita, tutti reclutati a uno dei tanti festival estivi sulle coste della Croazia, iniziano man mano ad abbandonare il gruppo per i più svariati motivi: chi insegue la famiglia, chi lascia in un afflato bucolico, chi per la carriera.

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Il narratore è Stola, come gli altri compagni alle soglie dell'età adulta, che registra man mano ogni perdita con disillusione e apatia accompagnata da un trascinarsi ossessivo, nell'inerte calura croata, alla ricerca di una meta vagamente ambita e con degli affreschi con poco valore artistico.

Una discreta dose di realismo magico ammanta il film e Bezinović è bravo a mantenere alto il livello di verosimiglianza in questo piccolo affresco (questo sì, l'abbiamo trovato!) di una generazione iugoslava, ma potremmo dire europea, amaramente post-guerra, come nel libro da cui è tratto il soggetto.

La camera indulge sui ciascuno dei protagonisti, molto spesso in soggettiva e abbastanza da tracciarne un profilo che diventa familiare, così che ad ogni distacco dal gruppo aumenta il senso di solitudine di cui tutta la pellicola è pervasa, tanto che Stola si ritrova a vagare con l'inconsueta compagnia proprio a causa dell'abbandono della sua compagna.

Nonostante tutto, non sono emozioni come il compatimento o la rassegnazione ad alienare i personaggi, il distacco appare più come elevazione che come perdita; gli ampi paesaggi non sono mai minacciosi, nonostante si vada verso l'ignoto, non c'è traccia di paura, piuttosto un allegro cameratismo.

La località in cui si trova il monastero alla quale i nostri sono diretti si chiama Gradina, un nome molto comune in Croazia, un posto che potrebbe essere ovunque, ma non si trova sulla mappa: un chiaro riferimento all'Utopia - l'ottimo luogo (non è) in alcun luogo -, ma non per questo si deve smettere di cercare, che se non è si trovato questa stagione, sarà la prossima.

Il film e prodotto dal regista Igor Bezinović e dallo Studio Pangolin, che si occuperà anche della vendita.

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