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"Il cinema ? Variopinto come la coda di un pavone "

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Andrzej Zulawski • Regista

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Andrzej Zulawski • Regista

Pe far conoscere, apprezzare e promuovere i giovani artisti, Andrzej Zulawski (L'important c'est d'aimer, Possession, La femme publique, La note bleue) ha accettato il ruolo di presidente della giuria della prima edizione del Young Film Festival di Wroclaw che si è svolto dal 2 al 4 giugno in Polonia. Cineuropa ha incontrato uno dei maestri del cinema polacco.

Lo Young Film Festival, è rivolto ai registi di meno di 40 anno. Come analizza i suoi film, quelli che ha realizzato a quella età?
Sono profondamente convinto che, come diceva Eracle, "panta rei" - tutto scorre, tutto cambia. Così non posso più rivestire i panni che indossavo allora. Mi ricordo che avevo degli obiettivi, cercavo di portarli a termine, e, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Tuttavia non esiste un mio film più importante degli altri. Un film non è un'opera scolpita nel marmo. Non ci sono film canonici.

Tuttavia, può accadere che un film entri nella storia...
I film, il cinema in generale, vanno a cicli. Un tempo adoravo i film di Bergman. Recentemente ho invitato un giovane amico al cinema per vedere Fanny e Alexandre. Dopo un'ora siamo usciti dalla sala. Il film mi è sembrato troppo teatrale, noioso e pretenzioso. Altro esempio: Charlie Chaplin. Un tempo i suoi film venivano considerati troppo sentimentali. Oggi si vedono con piacere, ci si diverte.

Dopo La fidélité (realizzato nel 2000) non ha più lavorato a un film. Ma ha scritto e pubblicato numerose opere. Privilegiando la scrittura si è privato di un mezzo di espressione importante come l'immagine. Non le pesa questa mancanza?
In effetti, ho pubblicato 20 libri che sono stati tradotti in molte lingue. Ora forse dovrei tornare al cinema. Ma in questi ultimi anni avevo molte storie da raccontare; e non si può filmare tutto, così come è impossibile scrivere qualsiasi cosa. Letteratura e cinema si incrociano. Il testo - la sceneggiatura - è alla base di ogni film, allo stesso tempo la letteratura sta sempre più assorbendo un linguaggio cinematografico e sta diventando sempre più rapida e dinamica.

Ha già scritto la sceneggiatura del suo prossimo film?
Sì, ma non ho molta voglia di parlarne, perché forse sarà il mio ultimo film. Ho 64 anni e a una certa età bisogna saper dire "basta". Il mestiere di regista non è per i vecchi.

Dopo aver lavorato molto in Francia, ora vuole tornare in Polonia. Perché?
Per molte ragioni, ma soprattutto perché sono un regista polacco.

Come giudica il cinema polacco di oggi?
La cinematografia del mio paese sta vivendo un momento di crisi. Non si producono più bei film. Gli antichi maestri sono invecchiati, i giovani non sanno fare del buon cinema, non ricevono nemmeno una buona educazione cinematografica. La settima arte in Polonia è in agonia. Mio figlio sta girando il suo film da due anni e non riesce a concluderlo. Praticamente non esiste un sistema di finanziamento. I giovani registi, afflitti dalla mancanza di soldi, non hanno ambizioni. Per il loro esordio sono costretti a realizzare film a bassissimo budget.

Ma un film con pochi mezzi finanziari non è necessariamente un brutto film...
Sono d'accordo. Si può girare un buon film con due attori in una stanza. Vedo buoni esempi del genere in paesi come India e Messico. Ma il caso della Polonia è particolare. Si chiudono su se stessi per filmare unicamente il loro malessere. Gli spettatori non vogliono vedere quello che vivono quotidianamente. Il cinema deve essere variopinto come la coda di un pavone, deve rappresentare tutto: la commedia, il dramma, i film per bambini, la storia personale, il grande spettacolo. Questa diversità assicura la sopravvivenza del cinema. Senza questo, come sta accadendo in Polonia, il cinema è destinato all'estinzione.

Ci sono possibilità di resuscitarlo?
Credo nelle potenzialità dei giovani. E' per sostenere le loro nuove iniziative che ho accettato il ruolo di presidente di giuria del Young Film Festival. La Polonia è un paese strano dove anche sui sentieri abbandonati crescono fiori. E questo potrebbe essere il caso.

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